Cos'è tarquinio il superbo?

Tarquinio il Superbo

Tarquinio il Superbo (in latino Lucius Tarquinius Superbus) fu il settimo e ultimo re di Roma. Regnò, secondo la tradizione, dal 535 a.C. al 509 a.C. La sua figura è avvolta dalla leggenda e dalla propaganda politica successiva alla sua deposizione, che segnò la fine della monarchia e l'inizio della Repubblica Romana.

Origini e Ascesa al Trono

Le sue origini sono incerte, ma la tradizione lo vuole figlio o nipote di Tarquinio Prisco. Salì al trono in modo controverso, uccidendo il re Servio Tullio, che era stato adottato da Tarquinio Prisco. Questo atto violento segnò fin dall'inizio il suo regno.

Caratteristiche del suo Regno

Tarquinio il Superbo è descritto come un tiranno.

  • Governo Autoritario: Governò in modo autocratico, senza consultare il Senato e prendendo decisioni arbitrarie. Limitò il potere del Senato e soppresse l'opposizione.
  • Opere Pubbliche: Nonostante la sua tirannia, promosse importanti opere pubbliche, tra cui la costruzione della Cloaca Massima e il completamento del Tempio di Giove Capitolino.
  • Politica Estera: Condusse guerre di espansione contro i Volsci e altre popolazioni vicine, consolidando il potere di Roma nella regione.

La Caduta

La causa scatenante della sua deposizione fu lo stupro di Lucrezia, una nobile romana, da parte di suo figlio Sesto Tarquinio. Questo evento portò a una rivolta guidata da Lucio Giunio Bruto, che depose Tarquinio e instaurò la Repubblica.

Esilio e Morte

Dopo la sua deposizione, Tarquinio tentò più volte di riconquistare il trono con l'aiuto di città etrusche, ma senza successo. Morì in esilio a Cuma, in Campania, nel 495 a.C.

Interpretazione Storica

La figura di Tarquinio il Superbo è complessa e controversa. La tradizione romana lo dipinge come un tiranno, ma è importante considerare che questa immagine è stata in gran parte costruita dalla propaganda repubblicana. Alcuni storici moderni suggeriscono che Tarquinio potrebbe essere stato un re più efficace di quanto non venga descritto, e che la sua deposizione sia stata motivata da interessi politici e sociali di una parte dell'aristocrazia romana.