Cos'è insulinoresistenza?
Insulinoresistenza
L'insulinoresistenza è una condizione in cui le cellule del corpo, come quelle muscolari, adipose ed epatiche, non rispondono adeguatamente all'insulina. L'insulina è un ormone prodotto dal pancreas che aiuta il glucosio (zucchero) dal sangue a entrare nelle cellule per essere utilizzato come energia. Quando le cellule diventano resistenti all'insulina, il pancreas deve produrre più insulina per compensare e mantenere i livelli di zucchero nel sangue normali.
Cause:
- Obesità, soprattutto grasso addominale: L'eccesso di grasso, soprattutto a livello addominale, rilascia sostanze che interferiscono con la normale azione dell'insulina. (Vedi: https://it.wikiwhat.page/kavramlar/Obesità)
- Inattività fisica: La mancanza di esercizio fisico riduce la sensibilità all'insulina.
- Dieta ricca di carboidrati raffinati e zuccheri: Un'alimentazione sbilanciata può contribuire all'insulinoresistenza.
- Predisposizione genetica: Alcune persone sono geneticamente più predisposte a sviluppare insulinoresistenza.
- Età: La sensibilità all'insulina tende a diminuire con l'età.
- Certe condizioni mediche: Sindrome dell'ovaio policistico (PCOS), steatosi epatica non alcolica (NAFLD) e altre condizioni possono essere associate all'insulinoresistenza. (Vedi: https://it.wikiwhat.page/kavramlar/Sindrome%20dell'ovaio%20policistico)
Conseguenze:
- Prediabete: L'insulinoresistenza è spesso un precursore del diabete di tipo 2.
- Diabete di tipo 2: Se il pancreas non riesce a produrre abbastanza insulina per superare la resistenza, i livelli di zucchero nel sangue aumentano, portando al diabete di tipo 2. (Vedi: https://it.wikiwhat.page/kavramlar/Diabete%20di%20tipo%202)
- Malattie cardiovascolari: L'insulinoresistenza è associata a un aumento del rischio di malattie cardiache e ictus.
- Sindrome metabolica: L'insulinoresistenza è una componente chiave della sindrome metabolica, un insieme di condizioni che aumentano il rischio di malattie cardiache, ictus e diabete.
- Steatosi epatica non alcolica (NAFLD): L'accumulo di grasso nel fegato è spesso legato all'insulinoresistenza.
Diagnosi:
- Esame del glucosio a digiuno: Misura i livelli di zucchero nel sangue dopo un digiuno di almeno 8 ore.
- Test di tolleranza al glucosio orale (OGTT): Misura i livelli di zucchero nel sangue prima e dopo aver bevuto una soluzione zuccherata.
- Misurazione dell'emoglobina glicata (HbA1c): Fornisce una media dei livelli di zucchero nel sangue negli ultimi 2-3 mesi.
- Valutazione dell'indice HOMA-IR (Homeostatic Model Assessment for Insulin Resistance): Un calcolo matematico che stima l'insulinoresistenza basato sui livelli di glucosio e insulina a digiuno.
Trattamento e gestione:
- Cambiamenti nello stile di vita:
- Dieta sana: Ricca di frutta, verdura, cereali integrali e proteine magre, limitando i carboidrati raffinati, gli zuccheri e i grassi saturi. (Vedi: https://it.wikiwhat.page/kavramlar/Dieta%20sana)
- Esercizio fisico regolare: L'attività fisica aumenta la sensibilità all'insulina e aiuta a controllare il peso.
- Perdita di peso (se necessario): Anche una modesta perdita di peso può migliorare la sensibilità all'insulina.
- Farmaci: In alcuni casi, possono essere prescritti farmaci per migliorare la sensibilità all'insulina o per controllare i livelli di zucchero nel sangue. (Esempio: Metformina). La decisione spetta al medico curante.
Prevenzione:
Adottare uno stile di vita sano, che include una dieta equilibrata, esercizio fisico regolare e mantenimento di un peso sano, può aiutare a prevenire l'insulinoresistenza.