Mohammed bin Salman Al Saud (in arabo: محمد بن سلمان آل سعود, Muḥammad bin Salmān Āl Saʿūd; Riad, 31 agosto 1985) è l'attuale Principe ereditario dell'Arabia Saudita, Primo Ministro del regno, Presidente del Consiglio per gli affari economici e dello sviluppo e Ministro della Difesa. È considerato il sovrano de facto dell'Arabia Saudita.
Nato a Riad, è figlio del re Salman bin Abdulaziz Al Saud e della sua terza moglie, Fahda bint Falah Al Hithlain. Ha conseguito una laurea in giurisprudenza presso l'Università Re Sa'ud.
La sua ascesa al potere è stata rapida. Nel 2015, è stato nominato Ministro della Difesa e nel 2017 è diventato Principe Ereditario in seguito alla rimozione del precedente erede designato, Mohammed bin Nayef.
Mohammed bin Salman è l'architetto principale di Vision 2030, un ambizioso piano strategico volto a diversificare l'economia saudita, ridurre la dipendenza dal petrolio e modernizzare il paese. Questo piano include investimenti in settori come il turismo, l'intrattenimento e la tecnologia.
Sotto la sua guida, l'Arabia Saudita ha visto alcune riforme sociali, tra cui la revoca del divieto di guida per le donne e l'allentamento delle restrizioni sui luoghi di intrattenimento. Tuttavia, contemporaneamente si è assistito a una repressione del dissenso e degli attivisti per i diritti umani.
La politica estera di Mohammed bin Salman è stata caratterizzata da un approccio più assertivo e interventista. Ha guidato l'intervento militare in Yemen e ha avuto un ruolo chiave nella crisi diplomatica con il Qatar. Le sue relazioni con gli Stati Uniti e altri paesi occidentali sono state a volte tese, soprattutto a seguito dell'omicidio di Jamal Khashoggi.
Mohammed bin Salman è stato oggetto di numerose controversie. La più notevole è legata all'omicidio del giornalista Jamal Khashoggi nel consolato saudita a Istanbul nel 2018. Le agenzie di intelligence occidentali hanno concluso che l'omicidio è stato ordinato o approvato da Mohammed bin Salman, accuse che lui ha negato, pur ammettendo la responsabilità del regno in quanto l'omicidio è avvenuto sotto la sua supervisione. È stato anche criticato per la sua gestione della guerra in Yemen e per la repressione dei dissidenti politici.
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