La Atropa belladonna, comunemente nota come belladonna o erba morella (termine a volte usato anche per altre specie), è una pianta erbacea perenne appartenente alla famiglia delle Solanaceae, originaria dell'Europa, del Nord Africa e dell'Asia occidentale. È nota per la sua elevata tossicità.
Caratteristiche:
Aspetto: La belladonna può crescere fino a 1,5 metri di altezza. Ha foglie ovali e fiori campanulati di colore viola scuro. Produce bacche nere lucide che attirano, ma sono estremamente velenose.
Distribuzione: Si trova comunemente in boschi ombrosi, radure e margini forestali.
Principi Attivi: La belladonna contiene diversi alcaloidi tropanici, tra cui atropina, scopolamina e iosciamina. Questi composti sono responsabili dei suoi effetti tossici e medicinali.
Tossicità:
Sintomi di avvelenamento: L'ingestione di belladonna può causare una serie di sintomi, tra cui secchezza delle fauci, pupille dilatate, visione offuscata, tachicardia, allucinazioni, delirio e, in casi gravi, coma e morte. I bambini sono particolarmente sensibili a causa dell'aspetto attraente delle bacche.
Trattamento: In caso di sospetto avvelenamento da belladonna, è fondamentale cercare immediatamente assistenza medica. Il trattamento può includere la decontaminazione (es. carbone attivo) e la somministrazione di antidoti come la fisostigmina.
Usi Storici e Medicinali:
Medicina: In passato, la belladonna veniva utilizzata in medicina per una varietà di scopi, tra cui il trattamento di spasmi, dolori addominali e asma. L'atropina, estratta dalla belladonna, è ancora utilizzata in oftalmologia per dilatare le pupille e in anestesia per ridurre la secrezione di saliva.
Cosmetica: Il nome "belladonna" (bella donna in italiano) deriva dall'uso storico che le donne facevano dell'estratto della pianta per dilatare le pupille, rendendo gli occhi più attraenti. Tuttavia, questo uso è estremamente pericoloso e sconsigliato.
Avvertenze:
La belladonna è una pianta altamente tossica e dovrebbe essere maneggiata con estrema cautela. Non dovrebbe mai essere ingerita o utilizzata per automedicazione. L'identificazione corretta della pianta è essenziale per evitare avvelenamenti accidentali. Se si sospetta un'esposizione, consultare immediatamente un medico.
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