Anastasia Nikolaevna Romanova (Анастасия Николаевна Романова; Peterhof, 18 giugno [7 giugno secondo il calendario giuliano] 1901 – Ekaterinburg, 17 luglio 1918) fu la figlia minore dello Zar Nicola II, l'ultimo imperatore di Russia, e dell'Imperatrice Alexandra Feodorovna. Era una granduchessa russa.
Assieme ai suoi genitori, le sue sorelle (Olga, Tatiana e Maria) e suo fratello Alexei, Anastasia fu assassinata il 17 luglio 1918 a Ekaterinburg dai bolscevichi.
Anastasia era conosciuta per il suo spirito vivace, il suo senso dell'umorismo e la sua natura ribelle. Era la più piccola delle sorelle Romanov e, insieme a sua sorella Maria, veniva spesso chiamata "la piccola coppia".
Durante la prima guerra mondiale, Anastasia, come le sue sorelle, lavorò come infermiera in un ospedale militare.
Come gli altri membri della sua famiglia, si presumeva che Anastasia fosse morta a seguito della fucilazione e dell'occultamento dei corpi nella foresta di Koptyaki, vicino a Ekaterinburg, nel 1918.
Tuttavia, per molti anni circolarono voci sulla sua possibile sopravvivenza. Diversi impostori affermarono di essere Anastasia, la più famosa delle quali fu Anna Anderson. La sua storia alimentò a lungo la speranza di una sopravvivenza dei Romanov.
Negli anni '90, la scoperta dei resti e l'analisi del DNA hanno confermato l'identità dello Zar, dell'Imperatrice e tre delle loro figlie. I corpi di Alexei e di una delle Granduchesse (Maria o Anastasia) non furono trovati fino al 2007. L'analisi del DNA ha poi confermato che i resti ritrovati nel 2007 appartenevano a Alexei e all'ultima figlia mancante, confermando la morte di tutti i membri della famiglia Romanov, ponendo fine alle leggende sulla sopravvivenza di Anastasia.
La storia di Anastasia ha ispirato numerose opere letterarie, teatrali e cinematografiche, spesso incentrate sull'idea della sua sopravvivenza. Il film d'animazione "Anastasia" della 20th Century Fox del 1997 è un esempio popolare. L'interpretazione romanzata di Anastasia come una giovane donna sopravvissuta ha contribuito a mantenere viva la leggenda nella cultura popolare.
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