L'epicureismo è una filosofia che fiorì nell'antica Grecia, fondata da Epicuro intorno al 307 a.C. A differenza di altre scuole filosofiche dell'epoca, come lo stoicismo, l'epicureismo poneva l'accento sul raggiungimento della felicità attraverso la minimizzazione del dolore e la massimizzazione del piacere, inteso in un senso molto particolare.
L'epicureismo si basa su alcuni principi chiave:
Edonismo: La dottrina centrale è che il piacere (in greco hedone) è il bene supremo e lo scopo della vita. Tuttavia, questo piacere non è inteso come ricerca sfrenata di gratificazioni immediate e sensoriali.
Atarassia e Aponia: Il vero piacere, secondo Epicuro, consiste nell'atarassia, ovvero l'assenza di turbamento (serenità dell'anima), e nell'aponia, l'assenza di dolore fisico. Si tratta quindi di una ricerca di uno stato di equilibrio e tranquillità.
Atomismo: L'epicureismo adotta una visione atomistica della realtà, derivata da Democrito. Tutto ciò che esiste, inclusi l'anima e gli dei, è composto da atomi e vuoto. Questo concetto era importante perché negava la paura dell'aldilà e del giudizio divino, liberando gli individui dall'angoscia.
Empirismo: La conoscenza deriva dall'esperienza sensoriale. I sensi sono le nostre uniche fonti affidabili di informazione sul mondo.
Valore dell'Amicizia: L'amicizia è considerata un bene prezioso e una fonte di grande piacere. Coltivare relazioni significative è essenziale per una vita felice.
Epicuro distingue tra diversi tipi di piaceri:
Piaceri Naturali e Necessari: Questi sono essenziali per la sopravvivenza e il benessere, come mangiare quando si ha fame, bere quando si ha sete e dormire quando si è stanchi.
Piaceri Naturali e Non Necessari: Questi piaceri soddisfano desideri non essenziali, come cibi gourmet o lussuosi abiti. Epicuro consigliava di moderare questi piaceri.
Piaceri Non Naturali e Non Necessari: Questi sono desideri indotti dalla società e dalle false credenze, come la ricchezza, il potere e la fama. Epicuro considerava questi piaceri come fonte di turbamento e infelicità.
L'etica epicurea promuove una vita semplice, virtuosa e moderata. Si tratta di evitare il dolore e la sofferenza e di coltivare la tranquillità interiore. La virtù, secondo Epicuro, non è fine a se stessa, ma un mezzo per raggiungere la felicità. La giustizia, ad esempio, è apprezzata perché contribuisce alla sicurezza e alla stabilità sociale, riducendo il timore di essere danneggiati.
L'epicureismo ebbe un'influenza significativa nel mondo antico e, sebbene spesso frainteso come una filosofia di puro edonismo, è stato riscoperto e rivalutato in tempi moderni. Una critica comune all'epicureismo è la sua potenziale deriva verso un individualismo egoistico. Tuttavia, i sostenitori dell'epicureismo sottolineano l'importanza dell'amicizia e della comunità nella ricerca della felicità.
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