Cos'è waterboarding?

Il waterboarding è una tecnica di tortura che simula l'annegamento. Consiste nell'immobilizzare una persona supina e nell'applicare acqua sul viso e, in particolare, sul naso e sulla bocca, provocando una sensazione di soffocamento e l'impressione di annegare.

Descrizione:

La procedura tipica prevede di:

  • Legare la vittima a una tavola inclinata, con la testa posizionata più in basso dei piedi.
  • Coprire il volto con un panno, solitamente un tessuto di cotone o lino.
  • Versare ripetutamente acqua sul panno, impedendo la respirazione e provocando una forte sensazione di annegamento.

Effetti e conseguenze:

Il waterboarding causa:

Status legale e morale:

Il waterboarding è universalmente condannato come tortura e generalmente illegale secondo il diritto internazionale e le leggi nazionali di molti paesi. È una violazione dei diritti umani fondamentali. Esistono controversie legali sulla sua classificazione come tortura, specialmente negli Stati Uniti in seguito al suo utilizzo da parte della CIA dopo gli attentati dell'11 settembre, ma il consenso internazionale lo considera una forma di tortura. La sua moralità è ampiamente respinta a causa della sofferenza e del danno psicologico inflitto. Le implicazioni etiche del suo utilizzo sono ampiamente discusse (https://it.wikiwhat.page/kavramlar/etica%20della%20tortura).

Utilizzo storico:

Il waterboarding è stato utilizzato in vari contesti storici, spesso durante interrogatori o come forma di punizione. Il suo utilizzo è stato particolarmente controverso quando è stato impiegato dalla CIA (https://it.wikiwhat.page/kavramlar/central%20intelligence%20agency) su sospetti terroristi dopo l'11 settembre.