Dalila (in ebraico: דְּלִילָה, Dəlilah, che significa "delicata" o "indebolita") è un personaggio biblico presente nel libro dei Giudici. È nota principalmente per il suo ruolo nella caduta di Sansone, un eroe israelita dotato di una forza sovrumana.
La storia di Dalila e Sansone si svolge nella valle di Sorek. Dalila è una donna filistea (non israelita) che viene corrotta dai signori dei Filistei per scoprire la fonte della forza di Sansone. Le offrono una somma considerevole di denaro per ogni tentativo riuscito di svelare il segreto.
Dalila tenta ripetutamente di estorcere a Sansone il segreto della sua forza, ma Sansone la inganna per tre volte con false risposte. Alla fine, stanco delle sue insistenze e forse innamorato di lei, Sansone rivela che la sua forza risiede nei suoi capelli, che non sono mai stati tagliati a causa del suo voto di nazireato.
Approfittando della sua fiducia, Dalila lo fa addormentare sulle sue ginocchia e chiama un uomo che gli rada le sette trecce. In quel momento, la forza di Sansone scompare. I Filistei, avvertiti da Dalila, lo catturano, lo accecano e lo imprigionano.
Dalila è spesso vista come un simbolo di tradimento e seduzione, anche se alcune interpretazioni moderne cercano di problematizzare la sua figura, analizzando il suo ruolo in un contesto storico e sociale complesso. La sua storia solleva questioni importanti sulla manipolazione, il potere e le relazioni interpersonali.
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