Cos'è vespri siciliani?

Vespri Siciliani

I Vespri Siciliani furono una rivolta popolare scoppiata a Palermo il lunedì di Pasqua, 30 marzo 1282, contro il dominio angioino di Carlo I d'Angiò sull'isola di Sicilia. Il nome deriva dal suono delle campane che chiamavano alla preghiera dei vespri, segnale convenuto per l'inizio della rivolta.

La scintilla che fece divampare la rivolta fu un incidente avvenuto tra un soldato francese e una nobildonna siciliana, ma le cause erano ben più profonde e radicate nel malcontento popolare verso il governo angioino, percepito come oppressivo e avido. Tra le principali cause si annoverano:

  • L'elevata pressione fiscale imposta da Carlo I per finanziare le sue ambizioni espansionistiche.
  • Il trasferimento della capitale da Palermo a Napoli, con conseguente perdita di prestigio e potere per la nobiltà siciliana.
  • La presenza di funzionari e soldati francesi, spesso arroganti e prepotenti, che alimentavano l'ostilità verso il potere angioino.

La rivolta si diffuse rapidamente in tutta l'isola, con violenti scontri e massacri di francesi. I siciliani cercarono l'appoggio di Pietro III d'Aragona, che rivendicava il trono siciliano in quanto marito di Costanza, figlia di Manfredi di Svevia, ultimo re svevo di Sicilia.

Pietro%20III%20d'Aragona sbarcò a Trapani e fu incoronato re di Sicilia, dando inizio a una lunga guerra, la Guerra del Vespro, tra gli angioini e gli aragonesi per il controllo dell'isola.

La guerra si concluse nel 1302 con la Pace di Caltabellotta, che sancì la divisione del Regno di Sicilia: l'isola di Sicilia passò agli Aragonesi (come Regno di Trinacria), mentre la parte continentale, Napoli, rimase agli Angioini.

I Vespri Siciliani rappresentano un evento cruciale nella storia della Sicilia e dell'Italia meridionale, segnando la fine del dominio angioino e l'inizio di una nuova fase politica caratterizzata dalla presenza aragonese. Simboleggiano la ribellione popolare contro l'oppressione e la lotta per l'indipendenza.