Socrate (circa 470-399 a.C.) fu un filosofo greco ateniese, considerato uno dei fondatori della filosofia occidentale. Non ha lasciato scritti diretti, e la nostra comprensione di lui si basa principalmente sui resoconti dei suoi studenti, in particolare Platone e Senofonte, e sulle opere del drammaturgo Aristofane.
La sua filosofia è caratterizzata da:
Metodo socratico: Un approccio dialogico all'indagine, in cui Socrate poneva domande per stimolare il pensiero critico e per svelare le contraddizioni nelle convinzioni dei suoi interlocutori. Questo metodo mirava a condurre alla scoperta della verità attraverso la maieutica (https://it.wikiwhat.page/kavramlar/Maieutica), ovvero l'arte di "far partorire" le idee.
Etica e Virtù: Socrate credeva che la virtù fosse conoscenza e che il male derivasse dall'ignoranza. Cercava di definire concetti morali fondamentali come giustizia (https://it.wikiwhat.page/kavramlar/Giustizia), pietà (https://it.wikiwhat.page/kavramlar/Pieta) e coraggio (https://it.wikiwhat.page/kavramlar/Coraggio).
Importanza dell'Anima: Riteneva che la cura dell'anima fosse più importante dei beni materiali o del successo sociale. Credeva in un'anima immortale.
"So di non sapere": La famosa frase attribuita a Socrate esprime la sua consapevolezza dei limiti della sua conoscenza. Questo senso di umiltà intellettuale era centrale nel suo approccio filosofico.
Processo e Morte: Socrate fu processato e condannato a morte per empietà e corruzione dei giovani. Si rifiutò di rinnegare le sue convinzioni e accettò la sua sentenza, bevendo la cicuta. La sua morte è spesso interpretata come un esempio di integrità e fedeltà ai propri principi.
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