Cos'è azulene?

L**'azulene** (dallo spagnolo azul, azzurro, blu) è un idrocarburo aromatico, isomero del naftalene. A temperatura ambiente si presenta come un solido cristallino di colore intermedio tra il blu-violetto e il nero, insolubile in acqua.

L'azulene è noto già dal XV secolo come cromoforo azzurro ottenuto dalla distillazione in corrente di vapore della camomilla. È stato scoperto nella achillea e nell'assenzio e il nome gli venne dato nel 1863 da Septimus Piesse. La sua struttura è stata riportata da Lavoslav Ružička, e la sua sintesi organica venne effettuata per la prima volta nel 1937 da Placidius A. Plattner.

In natura sono presenti alcuni terpenoidi, come i sesquiterpeni isomeri vetivazulene (2-isopropil-4,8-dimetilazulene) e guaiazulene (7-isopropil-1,4-dimetilazulene).

Struttura e proprietà

La molecola è planare ed è composta da due anelli condensati, uno a 5 atomi di carbonio, l'altro a 7. Fa parte della classe topologica degli idrocarburi aromatici non alternanti.12

Sia il colore che il notevole momento dipolare di 1,08 D3 dell'azulene, in marcato contrasto con il naftalene incolore e apolare, sono da imputarsi alla sua struttura: con il trasferimento di una coppia di elettroni dall'anello a 7 atomi a quello a 5, entrambi gli anelli risultano essere stabilizzati perché aromatici a 6 elettroni π; questo fenomeno crea un eccesso di carica negativa sull'anello a 5 atomi ed un eccesso di carica positiva sull'anello a 7. Un'altra caratteristica peculiare di questo composto è la violazione della regola di Kasha poiché esibisce fluorescenza da un livello energetico elettronico eccitato (S<sub>2</sub> → S<sub>0</sub>) ad energia maggiore del primo stato elettronico eccitato S<sub>1</sub>.4

<figure> <img src="azulene_momento_dipolare.svg" title="trasferimento di carica e momento dipolare nella molecola dell&#39;azulene" width="100" alt="trasferimento di carica e momento dipolare nella molecola dell&#39;azulene" /> <figcaption aria-hidden="true">trasferimento di carica e momento dipolare nella molecola dell'azulene</figcaption> </figure>

È comunque un composto metastabile. In tempi lunghi, dell'ordine degli anni, tende a riarrangiarsi trasformandosi nel più stabile naftalene.5

Sintesi organica

Le vie sintetiche per l'azulene sono state a lungo fulcro di interesse a causa della sua struttura inusuale. Nel 1939 il primo tentativo è stato segnalato da S. Pfau e P. Plattner6 a partire da indene ed etil diazoacetato.

Un'altra sintesi prevede l'anellazione del ciclopentadiene con sintoni insaturi a cinque atomi di carbonio.7 L'approccio alternativo dal cicloeptatriene è noto da tempo, di cui un metodo illustrativo viene mostrato di seguito:8 centro|miniatura|612x612px|Primo
step:cicloaddizione [2+2] del
cicloeptatriene con dicloro chetene. 2°:
inserzione del diazometano
3°:deidroalogenazione con DMF 4°:
riduzione di Luche dell'alcool con sodio
boroidruro 5°: reazione di eliminazione
con reagente di Burgess 6°: ossidazione
con p-cloroanilina 7°: dealogenazione con
polimetilidrosilossano, palladio
(II) acetato, fosfato di
potassio e il legante
DPDB

Utilizzi

Trova principalmente impiego come colorante e nell'industria cosmetica.

In chimica organometallica, l'azulene funge da legante per i centri metallici a basso stato di ossidazione, che sono anche noti per formare complessi con entrambi i leganti ciclopentadienile e cicloeptatrienile. Alcuni complessi illustrativi sono (azulene) Mo<sub>2</sub>(CO)<sub>6</sub> e (azulene) Fe<sub>2</sub>(CO)<sub>5</sub>.9

L’azulene può avere uso topico come calmante e lenitivo delle irritazioni cutanee. Per le pelli più secche aiuta a ristabilire il film lipidico e un corretto livello di idratazione. È in grado di aiutare la guarigione di rossori e irritazioni della pelle post-depilazione, post-rasature e da eccessiva esposizione solare donando sollievo immediato.

Note

<references />

Altri progetti

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Footnotes

  1. Se, percorrendo un ciclo, si contrassegna (con un asterisco, per esempio) un C dell'idrocarburo, non segnando poi il successivo nel ciclo, segnando quello ancora successivo, e così via, alla fine si trovano due segnature (asterischi) adiacenti. Negli alternanti questo non accade.

  2. Klaus Hafner; Klaus-Peter Meinhardt (1990). "Azulene". Org. Synth .; Coll. Vol. 7, p. 15

  3. Approach to the Blues: A Highly Flexible Route to the Azulenes Sébastien Carret, Aurélien Blanc, Yoann Coquerel, Mikaël Berthod, Andrew E. Greene, Jean-Pierre Deprés Angewandte Chemie International Edition Volume 44, Issue 32 , Pages 5130–33 2005 Abstract

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