La figlia di Iorio è un personaggio centrale nella tragedia La figlia di Iorio, opera teatrale di Gabriele D'Annunzio. Si tratta di Mila di Codra, una figura complessa e carica di simbolismo.
Identità e Origini: Mila è una donna misteriosa e stigmatizzata dalla comunità del suo villaggio. Viene considerata una maga o strega a causa della sua bellezza e della sua vita solitaria, che la rende un'estranea agli occhi degli altri abitanti. La sua reputazione è ulteriormente compromessa dalle voci che circolano sulla sua famiglia e sulle sue possibili origini oscure.
Ruolo nella Tragedia: Mila diventa l'oggetto del desiderio di Aligi, un giovane contadino promesso sposo ad un'altra donna. La sua presenza sconvolge l'equilibrio della comunità e porta alla ribellione di Aligi contro le convenzioni sociali e familiari. Il personaggio di Mila incarna la purezza, la passione, ma anche la fatalità e la distruzione.
Sacrificio: Nel corso della tragedia, Mila è accusata ingiustamente di stregoneria e di aver sedotto Aligi. Per salvare Aligi dal linciaggio, si sacrifica denunciandosi come la vera colpevole e invocando l'ira divina su di sé. Questo atto finale la consacra come una figura tragica, vittima delle superstizioni e della crudeltà della comunità.
Simbolismo: Mila di Codra è un personaggio ricco di simbolismo. Rappresenta sia la purezza incontaminata della natura selvaggia sia la seduzione pericolosa e distruttiva. È anche un simbolo della ribellione contro le convenzioni sociali e della ricerca di una libertà assoluta, che però si conclude tragicamente. La sua figura è legata al panteismo dannunziano, in cui la natura e il divino si fondono.
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